Il volto felice di una Chiesa in missione
«Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?» Proposta pastorale 2026/27
Un saluto e un « buon nuovo anno » insieme a tutti voi.
Nell’attesa di poter condividere, nel quotidiano, la vita pastorale della nostra comunità, ho pensato di preparare un semplice strumento che ci aiuti ad avere qualche indicazione sul cammino dell’anno a partire da alcuni momenti di calendario condivisibili dentro la ricchezza della proposta esistente.
Nell’intento di conoscere la parrocchia, la sua storia e la sua vita, ho già potuto raccogliere nell’anno trascorso, alcune linee essenziali del cammino pastorale.
Qui vorrei semplicemente ricollegarmi alla proposta pastorale che l’Arcivescovo ci ha fatto per l’anno che iniziamo insieme, e che ci può aiutare ad avere un comune orizzonte di riferimento per armonizzare, per quanto possibile, i diversi aspetti e le diverse realtà della vita della comunità.
I primi destinatari di questo « calendario » sono i consigli parrocchiali, ma sarebbe bello che tutte le componenti della parrocchia e le diverse attività potessero ricevere e, nel tempo, integrare questo strumento, così da poter avere un quadro complessivo della ricchezza del vissuto della comunità stessa.
L’Arcivescovo ci più volte indicato a fare questo richiamando il cammino sinodale della chiesa ambrosiana e universale, un cambio di passo sottolineato anche da Leone XIV.
Nella Proposta Pastorale 2026/27 non nascondendo le difficoltà e le fatiche di questo cammino scrive :
«Per essere sinceri di fronte al Signore è doveroso interrogarsi sui frutti che ha portato e sulle resistenze che il cammino sinodale ha incontrato anche nelle nostre comunità, anche nel clero. È opportuno verificare la recezione della Proposta pastorale dell’anno 2025/2026. Per onestà intellettuale dobbiamo riconoscere che la questione è importante e proprio per questo sollecita ciascuno di noi a prendere una posizione. Non possiamo censurare le domande scomode, ma non possiamo far mancare il nostro impegno e le nostre competenze, la nostra preghiera e la nostra riflessione per interpretare questo tempo e le vie e lo stile che lo Spirito insegna alla Chiesa».
Ruolo di primo piano assumono ancora una volta quegli strumenti di confronto e condivisione di cui la Chiesa si è dotata in questi decenni. Scrive ancora l‘Arcivescovo:
«Gli organismi di partecipazione della nostra Chiesa sono stati istituiti in tempi diversi ma hanno un unico scopo. L’Assemblea sinodale decanale, i Consigli pastorali, i Consigli diocesani presbiterale e pastorale, l’Assemblea dei decani sono il luogo proprio in cui i membri, rappresentando tutto il popolo cristiano, sotto la presidenza del Vescovo e dei presbiteri suoi collaboratori, traducono il principio generale “la Chiesa è missione” in proposte, scelte concrete, iniziative e messaggi, testimonianza e annuncio. Questi organismi sono espressione della comunità cristiana e a servizio della comunità e della sua missione».
Spesso però tutto questo impegno rimane nel silenzio, poco conosciuto anche nelle nostre comunità.
«È pertanto decisivo che i Consigli e le Assemblee si curino di far conoscere alle comunità i processi avviati, di coinvolgere le comunità nella pluralità dei doni e dei ruoli di ciascuno, di condividere le decisioni maturate e incoraggiare l’adesione…
Gli organismi di partecipazione sono chiamati in modo specifico ad avviare processi sinodali, nella persuasione che si tratta di uno stile e di un modo di procedere che non è “già saputo”. Richiede invece formazione, tempi di assimilazione, pratica e apprendistato, criteri di verifica».
Un’attenzione particolare l’Arcivescovo la indirizza ai giovani, « snodo decisivo per la Chiesa di oggi e di domani ». Scrive: «L’opera educativa per i giovani non ha lo scopo impossibile di trattenerli nella giovinezza, ma di accompagnarli a diventare adulti nella fede, corresponsabili della missione in una Chiesa sinodale. Perciò un criterio per valutare l’impegno educativo e per decidere proposte e iniziative deve essere il servizio che si rende a ciascuno perché traduca la sua vocazione battesimale in una scelta di vita. In particolare, i preti e in genere gli educatori sanno che a questo scopo è necessario conoscere e accompagnare personalmente ciascuno. Il ridursi del numero dei sacerdoti impone un impegno di tutta la comunità per consentire ai preti di fare il prete, e di garantire alla comunità i servizi di cui ha bisogno con la partecipazione corresponsabile di adulti disponibili».
Come non ricordare qui l’azione educativa dell’oratorio, della realtà sportiva del Gentilino e la «benedizione » della presenza di tanti giovani invitati a condividere un tempo di preghiera e di scambio amichevole grazie alla proposta dell’Adorazione del Giovedì sera animata da «Fraternità».
Vorrei infine ricordare – ma sono molte le sollecitazioni che ci lascia nella proposta pastorale l’Arcivescovo – quanto scrive in relazione alla grande tradizione della chiesa ambrosiana di impegno concreto per ascoltare e abitare le tante, e sempre più urgenti, fragilità alle quali la nostra società fatica a rispondere. Scrive : «Ereditiamo un passato di pionieri e testimoni che in solitudine costruivano istituzioni e luoghi di accudimento e cura. Oggi questo modo di procedere non trova più energie e risorse. Anche in questo caso occorre la pazienza di ascoltare, cercare e tessere alleanze e reti di relazioni (anche con realtà non direttamente legate ai mondi ecclesiali) e dare forma a corpi in grado di dare voce ai tanti emarginati della nostra storia ».
Nell’anno che inizia vorremmo provare a dare seguito, per quel che si potrà e con chi si appassionerà, a queste a e altre sollecitazioni.
Non Vogliamo dimenticare poi il magistero di Papa Leone XIV, soprattutto a partire dalla sua prima Enciclica che avremo modo di riprendere e meditare insieme nel prossimo Avvento.
A tutti e a ciascuno un grande grazie per la condivisone e la testimonianza di fede che reciprocamente cerchiamo di donarci in un tempo non facile ma ricco, come sempre lo è la storia della salvezza, di sfide grandi per chi ama il Signore, lo cerca ogni giorno, vive confrontandosi con la sua Parola e ne gode la Presenza e l’ Azione viva e reale nella Chiesa e nei Sacramenti. Don Marco

